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mercoledì 9 dicembre 2009

ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE - PER UNA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ FORESTALI NELLA REGIONE ABRUZZO” SABATO 12 DICEMBRE 2009

manifesto assemblea

La presente per invitare all’evento “ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE - PER UNA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ FORESTALI NELLA REGIONE ABRUZZO” che si svolgerà SABATO 12 DICEMBRE 2009 con inizio alle ore 9,00 a L’AQUILA presso l’Auditorium di Palazzo Silone in Via Leonardo da Vinci, 6.

L’evento è promosso da FORESTABRUZZO e dalle Centrali cooperative CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP e AGCI. I dettagli dell’iniziativa sono reperibili sul sito internet: http://assemblea2009.consorziforestali.net

All’evento è prevista la partecipazione di cooperatori forestali, amministratori di Consorzi Forestali, amministratori comunali e di comunità montane, politici e dirigenti regionali. Fra le finalità della Assemblea l’illustrazione e il sostegno al Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale", la soluzione dei problemi legati alle autorizzazioni dei tagli colturali e, non ultimo, il varo dei bandi per le misure forestali del PSR..

E’ importante quindi la massima partecipazione.

E’ gradita anche l’adesione alla Assemblea sul sito internet sopra indicato.

Giovanni Meuti

ForestAbruzzo

Elio Di Odoardo

Legacoop Abruzzo

Gasper Rino Talucci

Fedagri Confcooperative Abruzzo

Nino Silverio

AGCI Abruzzo


ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE

PER UNA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ FORESTALI NELLA REGIONE ABRUZZO

PIATTAFORMA

Premessa

Il perdurare di una situazione di totale immobilismo della Regione Abruzzo nel settore forestale ci induce a proporre una prima manifestazione dell'associazionismo forestale (cooperative e consorzi) per iniziare a far sentire la nostra voce.

La situazione è infatti drammatica e porterà, perdurando la situazione attuale, alla estinzione dell'associazionismo nel settore forestale, ma forse alla scomparsa dell’intero settore come attività economica.

Infatti non bastavano i tre anni di ritardo sulle altre regioni nell'utilizzo dei fondi PSR, ora si è passati al blocco di fatto dei tagli colturali senza finanziamento e al blocco di tutte le attività forestali dei consorzi forestali attuata con una lettura "a rate" di una legge regionale del 1988.

Così si sono persi in tre anni 500 posti di lavoro. E molti altri se ne perderanno nel 2010 non potendo programmare per tempo le attività. E molti cittadini delle aree montane non potranno avere la legna di uso civico, o lo avranno ad un costo maggiore.

Nel mentre il Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale", che risolverebbe molti dei problemi, è fermo in 3^ commissione.

Questa situazione non può vederci morire senza tentare di far sentire la voce del settore.

Le nostre richieste

PROGETTO DI LEGGE REGIONALE 36-09

Immediata approvazione del Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale" attualmente all’esame della 3^ commissione.

Il PDL presentato da Antonio Del Corvo, presidente della terza commissione agricoltura della Regione Abruzzo, rappresenta la soluzione per molti dei problemi che oggi bloccano l’attività forestale nella nostra regione.

Ci sono oggi nella nostra regione ben 17 Consorzi Forestali, che associano circa 50 amministrazioni comunali (il loro numero è in continuo aumento), alcune Amministrazioni Separate degli Usi civici e tre Comunità Montane. I territori gestiti superano ormai i 60.000 ettari di cui oltre 40.000 ettari di superfici forestali.

Numeri che ben rendono l’idea di come lo strumento rappresenti la soluzione a molti problemi di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale di cui soffrono i piccoli comuni soprattutto montani. Significativamente in alcuni casi sono state le stesse Comunità Montane a farsi promotori della costituzione dei consorzi. Alcune di queste realtà si stanno aggregando in consorzi di secondo grado, al fine di una migliore economia di gestione e anche al fine di gestire in modo unitario le certificazioni della Gestione Forestale Sostenibile (FSC e PEFC).

Il PLR si propone quindi di dare compiuta attuazione nella nostra regione al D.L.vo 18 maggio 2001 n. 227 e di regolamentare una realtà che è ormai divenuta significativa ed è in continua crescita in una logica di sussidiarietà.

Il PLR, proponendosi il rilancio dello sviluppo socio-economico delle aree interne, senza oneri per la Regione, ottiene un incremento della attività imprenditoriale e della occupazione attraverso la razionalizzazione e lo snellimento della gestione forestale e delle sue attività. Le aree forestali, infatti, se razionalmente gestite, rappresentano una ricchezza per le popolazioni delle aree montane, per gli introiti ai comuni per i tagli ad uso commercio, per i risparmi alle famiglie con i tagli ad uso civico e per l’occupazione che queste attività generano.

Il PLR prevede, similmente a quanto previsto in altre regioni (cfr Lombardia), una forma di “riconoscimento” finalizzato a garantire il rispetto delle basilari regole sia nella fase costitutiva che successivamente in quella di gestione.

Il PLR supera quindi, di fatto, tutti i problemi in essere in merito all’utilizzo dei terreni di uso civico e di autorizzazione dei tagli colturali che oggi bloccano l’attività dei Consorzi.

Il PLR è stato presentato dal Presidente della Commissione Antonio Del Corvo (PDL) e ci risulta aver avuto in commissione il sostegno anche di importanti forze di opposizione, oltre che il sostengo, in audizione, dell’ANCI (Comuni) e UNCEM (Comunità Montane).

L’APPROVAZIONE IN TEMPI BREVI DEL PLR E’ LA PIU’ DECISA RICHIESTA CHE VIENE DALL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE!

PIANO DI SVILUPPO RURALE

Se la situazione dell’attuazione del PSR in generale è “difficile”, quella delle misure forestali è drammatica. La prospettiva del disimpegno automatico del 31 dicembre 2010 è pericolosamente vicina!

AD OGGI NON E’ STATO SPESO UN SOLO EURO DEL PSR NEL SETTORE FORESTALE!

L’unico bando varato nel settore (mis. 226) vede ad oggi in corso le istruttorie, la cui difficoltà di elaborazione risente del delirio burocratico in cui è precipitato il settore.

E i soldi del PSR sono gli unici disponibili.

CHIEDIAMO IL VARO DI TUTTI I BANDI DEL SETTORE FORESTALE, A PARTIRE DALLA MISURA 227.

E SOPRATTUTTO CHIEDIAMO CHE I BANDI SIANO SEMPLICI, NELL’OTTICA DI ALLARGARE LA PLATEA DEI BENEFICIARI E NON DI CREARE ARTIFICIOSE BARRIERE BUROCRATICHE!

POLITICA NEL SETTORE

La situazione amministrativa del settore forestale abruzzese è gravissima.

Si registra in questi ultimi quattro anni un totale vuoto amministrativo, in parte dovuto alle note vicissitudini politiche, ma essenzialmente dovuto alla inconsistenza amministrativa e tecnica del Servizio regionale, a cui i politici non hanno posto rimedio. E a cui, in verità, nemmeno questa amministrazione regionale sta sinora ponendo rimedio.

Ciò ha portato la nostra regione ad attuare l’unico caso in Italia di “federalismo alla rovescia”. Le funzioni della ”autorità forestale regionale”, che in tutta Italia sono prerogativa delle Regioni (come da Costituzione vigente), in Abruzzo sono state totalmente delegate al Corpo Forestale dello Stato. Il CFS in Abruzzo istruisce progetti, approva o non approva, supervisiona e controlla i lavori, collauda, oltre a svolgere le funzioni di polizia, con potere di sanzione e incriminazione. E se si prova a far ricorso alla Regione, la Regione rimanda di nuovo al CFS per un “supplemento di istruttoria”.

Il Servizio regionale è, ad oggi, totalmente succube di tale situazione e non riesce nemmeno a far applicare le leggi regionali esistenti nel settore (ad esempio la normativa regionale sui tagli colturali) né a fornire alcuna direttiva o almeno risposte.

RICHIEDIAMO CON FORZA CHE LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NEL SETTORE TORNINO IN CAPO ALLA STRUTTURA REGIONALE!

E se l’obiezione è la mancanza di personale e di risorse..

RICHIEDIAMO CON FORZA LA SEMPLIFICAZIONE E LA SBUROCRATIZZAZIONE DEL SETTORE!

Bisogna passare dalla logica del “tutto è vietato, se non è autorizzato” alla logica del “tutto è permesso, salvo quello che è vietato”.

E diciamo basta alla logica per cui se c’è qualcuno che sta lavorando bisogna fare di tutto per farlo smettere!

BASTA AI PROGETTI BLOCCATI PER MOTIVI PRETESTUOSI CHE RASENTANO IL RIDICOLO!

BASTA ALLE LEGGI RIESUMATE DOPO 21 ANNI E POI LETTE A RATE!

Sappiamo che l’unico modo di attuare una politica di sviluppo è una sana collaborazione fra le istituzioni e il mondo sociale ed imprenditoriale.

I nostri colleghi di altre regioni sono ormai impegnati nello sviluppo delle energie rinnovabili da biomasse forestali, MA COME SI PUO’ PENSARE DI REALIZZARE INVESTIMENTI IN UNA SITUAZIONE DI TOTALE BLOCCO BUROCRATICO DELLE ATTIVITA’ FORESTALI?

OCCORRE UN CAMBIAMENTO RADICALE NELL’AZIONE DELLA AMMINISTRAZIONE REGIONALE CHE PERMETTA IL “RIPARTIRE” DEL SETTORE FORESTALE, PER L’OCCUPAZIONE E PER LO SVILUPPO.

assemblea2009.consorziforestali.net

sabato 8 novembre 2008

PIANO FORESTALE TRIENNALE: UN PASTROCCHIO DA REVOCARE

La Giunta Regionale d’Abruzzo, con delibera regionale n. 897/P del 29 settembre 2008, ha approvato il Piano per il Triennio 2008 -2010 “Interventi di Forestazione e Valorizzazione ambientale”.
Il piano è stato varato dalla Giunta Regionale SENZA ALCUN CONFRONTO con le Organizzazioni rappresentative del mondo cooperativo (che nel settore rappresentano oltre l’80% delle imprese e degli addetti) né, ci risulta, con il resto del mondo agro-forestale.
E non si creda nella premessa in cui si dice del “contributo propositivo apportato dai tecnici e dagli operatori del settore”, SI MENTE SAPENDO DI MENTIRE, sfidiamo la Giunta Regionale a mostrare le prove di una consultazione mai avvenuta.
Una Giunta che avrebbe dovuto occuparsi della ordinaria amministrazione ha varato un Piano che, se pur con risorse finanziarie risibili, tende a vincolare il settore per il prossimo triennio, e fa ciò senza minimamente confrontarsi con chi, con gravi sacrifici, sta cercando di far sopravvivere il settore forestale nella nostra regione.
Forse la Giunta Regionale, e i suoi funzionari, avrebbero fatto bene ad occuparsi di far partire qualche bando del Piano di Sviluppo Rurale, cosi da evitare di lasciare a chi governerà la regione dopo le elezioni la polpetta avvelenata di tanti soldi da spendere con la spada di Damocle del grave rischio di vederceli revocati dalla Unione Europea al 31 dicembre 2009 perché non saremo risusciti a spendere i fondi del 2007. Oppure di garantire l’applicazione della legislazione vigente sulle attività di carattere privatistico, che vengono in ogni modo ostacolate dai suoi uffici, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende e la tenuta occupazionale.
Il Piano forestale inoltre trasuda statalismo in tutte le pagine.
Due terzi del Piano è dedicata agli “Interventi la cui esecuzione fa carico direttamente alla Giunta Regionale”, al resto, che sono gli “Interventi la cui esecuzione fa carico a soggetti diversi dalla Giunta Regionale” vengono ammessi solo gli Enti pubblici.
E questo anche in spregio alla stessa legislazione regionale, che invece privilegia le attività affidate in concessione, con bando pubblico, ai soggetti privati e prioritariamente alle cooperative forestali. Una legislazione regionale che la Giunta sembra non conoscere, o fa finta di ignorare.
Infatti già nella copertina vengono citati le LL.RR. 28/94 – 106/94 e 6/94, dimenticando le modifiche apportate dall’ Art. 111 L.R. n° 6 del 8 febbraio 2005, chissà perché?
Così nella foga statalista si prevede di finanziare i Piani di gestione solo agli Enti pubblici, eliminando dai possibili beneficiari anche “le Amministrazioni separate degli usi civici e i comuni associati nei consorzi di gestione agro - silvo – pastorale”,così come previsto invece dall’ Art. 16/ bis della legge vigente, e in Abruzzo sono oltre 60 i comuni montani associati in questi consorzi. E dimenticando che, per la vigente Legge Regionale, i piani comprensoriali presentati da questi ultimi avrebbero dovuto avere priorità. E dimenticando, inoltre, che finanziando i Consorzi, che sono strutture private, si sarebbero potuti finanziare più piani non avendo il problema di finanziare l’IVA… ma a chi vive fuori del mondo reale che importa di questi piccoli problemi?
Quindi, nel rispetto dello Statuto della Regione Abruzzo che all’art. 11 disciplina l’istituto della concertazione e all’art. 7, comma 5 promuove la cooperazione come strumento di democrazia economica di sviluppo sociale, RICHIEDIAMO LA REVOCA DEL PIANO NELLA SUA ATTUALE STESURA, nonché di sospendere immediatamente ogni atto e azione derivante del Piano stesso, per poi avviare una opportuna concertazione con tutte le forze sociali che porti alla STESURA DI UN PIANO VERAMENTE ADEGUATO ALLE ESIGENZE DEL SETTORE E PIENAMENTE RISPONDENTE ALLA LEGISLAZIONE VIGENTE.

LA PRESIDENZA REGIONALE DI FEDAGRI ABRUZZO

mercoledì 11 giugno 2008

EMENDAMENTI ALLA PROPOSTA DI CRITERI DI SELEZIONE PSR 2007-2013

CONFCOOPERATIVE - LEGACOOP

ABRUZZO

EMENDAMENTI ALLA PROPOSTA DI CRITERI DI SELEZIONE PSR 2007-2013

SETTORE FORESTALE

Misura 122 “Migliore valorizzazione economica delle foreste”

PRIORITA’ E CRITERI SPECIFICI DI VALUTAZIONE / SELEZIONE

Sostituire:

“Per i progetti di importo di spesa ammissibile a finanziamento superiore ad una soglia definita in sede di bando sarà applicato un coefficiente di riduzione al punteggio.

Per il secondo progetto del medesimo beneficiario si applica un coefficiente di riduzione pari a 0,50.

Per progetti successivi al secondo del medesimo beneficiario si applica un coefficiente di riduzione pari a 0,20”.

Con:

“Al punteggio si applicano i seguenti coefficienti di riduzione:

· Progetti di importo superiore a 500.000 €: 0,3

· Secondo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,6

· Terzo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,4

· Altri progetti, oltre al terzo, presentato dallo stesso richiedente: 0,2”

Sostituire:

“In caso di parità di punteggio:

• Priorità per tipologia di Beneficiario, nell’ordine: consorzi e cooperative forestali con

almeno il 20% degli addetti donna - consorzi e cooperative forestali – enti pubblici –

imprenditrici agricole – imprenditori agricoli - persone fisiche e giuridiche di diritto

privato (donne o con rappresentante legale donna) - persone fisiche e giuridiche di

diritto privato”

Con:

“Al punteggio ottenuto come sopra si applicano i seguenti coefficienti relativi alla tipologia di beneficiario:

· Consorzi e cooperative forestali con almeno il 50% di addetti donna: 2,1

· Consorzi e Cooperative forestali iscritte nella sezione agricola della CCIAA: 2,0

· Altre cooperative forestali: 1,5

· Enti pubblici: 0,7

· Imprenditrici agricole professionali: 0,6

· Imprenditori agricoli professionali: 0,5

· Persone fisiche e giuridiche di diritto privato (donne o con rappresentante legale donna): 0,4

· Persone fisiche o giuridiche di diritto privato: 0,3

TALE TIPOLOGIA A VALERE PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO (a, b, c, d, e, f)

Misura 123 “Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali”

Azione 2 – Ammodernamento tecnologico delle imprese forestali

PRIORITA’ E CRITERI SPECIFICI DI VALUTAZIONE / SELEZIONE

Sostituire sia il punto a) che il punto b) con:


PUNTI

Soggetto non beneficiario di precedenti finanziamenti della medesima tipologia (a o b)

5

Progetto di importo non superiore a € 500.000

5

Tipologia del beneficiario


  • cooperative e consorzi forestali iscritti nella sezione agricola della CCIAA

5

  • Altre cooperative forestali e ditte boschive

2

  • altri soggetti

1

Maggioranze di occupazione femminile sugli occupati totali

1

Incremento dell’occupazione dopo l’investimento

2

Ottenimento di livelli di sicurezza del lavoro superiori a quelli minimi di legge

3

Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili con particolare riferimento ai sottoprodotti di origine agro-forestale

2

Presenza di contratti preliminari di filiera

2

Localizzazione dell’intervento in macroarea montana

2

Localizzazione dell’intervento in area protetta

2

Provenienza della materia prima in ambito locale (entro 50 KM)

2

Misura 226 “Ricostituzione del potenziale produttivo forestale e interventi preventivi”

Azione a) - Ricostituzione di boschi danneggiati da disastri naturali e dagli incendi

Sostituire PRIORITA’ E CRITERI SPECIFICI DI VALUTAZIONE / SELEZIONE con:

Punteggio attribuito al singolo intervento in relazione alla suscettività al dissesto sulla base di parametri tecnici con punti assegnati in base a:


PUNTI

Caratteristiche litologiche e pendenza

4

Esposizione prevalente

2

Rischio per centri abitati e/o infrastrutture

4

Fenomeni erosivi o di dissesto

2

Interventi in Macroarea:

D(Aree montane)

8

C (Collina interna) e B2 (Fucino)

4

B1 (Collina litoranea)

0

Al punteggio si applicano i seguenti coefficienti di riduzione:

· Progetti di importo superiore a 500.000 €: 0,3

· Secondo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,6

· Terzo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,4

· Altri progetti, oltre al terzo, presentato dallo stesso richiedente: 0,2”

Al punteggio ottenuto come sopra si applicano i seguenti coefficienti relativi alla tipologia di beneficiario:

· Consorzi e cooperative forestali con almeno il 50% di addetti donna: 2,1

· Consorzi e Cooperative forestali iscritte nella sezione agricola della CCIAA: 2,0

· Altre cooperative forestali: 1,5

· Enti pubblici: 0,7

· Imprenditrici agricole professionali: 0,6

· Imprenditori agricoli professionali: 0,5

· Persone fisiche e giuridiche di diritto privato (donne o con rappresentante legale donna): 0,4

· Persone fisiche o giuridiche di diritto privato: 0,3

In caso di parità di punteggio priorità agli interventi con maggiore superficie Interessata ammissibile a finanziamento a parità di costo unitario.

Azione b) – Interventi finalizzati alla prevenzione

PRIORITA’ E CRITERI SPECIFICI DI VALUTAZIONE/SELEZIONE

Punteggio attribuito al singolo intervento in relazione alla vulnerabilità agli incendi sulla base di parametri tecnici con punti assegnati in base a:


PUNTI

Tipo di bosco:

interventi su soprassuoli a totale o prevalenza di conifere

20

Altri soprassuoli

5

Interventi confinanti con rete viaria principale

10

Interventi in Macroarea:

D(Aree montane)

8

C (Collina interna) e B2 (Fucino)

4

B1 (Collina litoranea)

2

Al punteggio si applicano i seguenti coefficienti di riduzione:

· Progetti di importo superiore a 500.000 €: 0,3

· Secondo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,6

· Terzo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,4

· Altri progetti, oltre al terzo, presentato dallo stesso richiedente: 0,2”

Al punteggio ottenuto come sopra si applicano i seguenti coefficienti relativi alla tipologia di beneficiario:

· Consorzi e cooperative forestali con almeno il 50% di addetti donna: 2,1

· Consorzi e Cooperative forestali iscritte nella sezione agricola della CCIAA: 2,0

· Altre cooperative forestali: 1,5

· Enti pubblici: 0,7

· Imprenditrici agricole professionali: 0,6

· Imprenditori agricoli professionali: 0,5

· Persone fisiche e giuridiche di diritto privato (donne o con rappresentante legale donna): 0,4

· Persone fisiche o giuridiche di diritto privato: 0,3

In caso di parità di punteggio priorità agli interventi con maggiore superficie Interessata ammissibile a finanziamento a parità di costo unitario.

Misura 227 “Sostegno agli Investimenti non produttivi”

Per tutti i punti sia a) che b) dopo il punteggio attribuito in base all’intervento tecnico sostituire da “per progetti di importo … “ con:

Al punteggio si applicano i seguenti coefficienti di riduzione:

· Progetti di importo superiore a 500.000 €: 0,3

· Secondo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,6

· Terzo progetto presentato dallo stesso richiedente: 0,4

· Altri progetti, oltre al terzo, presentato dallo stesso richiedente: 0,2

Al punteggio ottenuto come sopra si applicano i seguenti coefficienti relativi alla tipologia di beneficiario:

· Consorzi e cooperative forestali con almeno il 50% di addetti donna: 2,1

· Consorzi e Cooperative forestali iscritte nella sezione agricola della CCIAA: 2,0

· Altre cooperative forestali: 1,5

· Enti pubblici: 0,7

· Imprenditrici agricole professionali: 0,6

· Imprenditori agricoli professionali: 0,5

· Persone fisiche e giuridiche di diritto privato (donne o con rappresentante legale donna): 0,4

· Persone fisiche o giuridiche di diritto privato: 0,3

In caso di parità di punteggio priorità agli interventi con maggiore superficie Interessata ammissibile a finanziamento a parità di costo unitario.

lunedì 10 marzo 2008

Linee di indirizzo per la programmazione regionale nel settore forestale

Pubblichiamo la nota inviata da Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare a Antonio Boschetti - Presidente Terza Commissione consiliare permanente Agricoltura e foreste, Alimentazione, Zootecnia Credito fondiario e agrario, Caccia e pesca della REGIONE ABRUZZO

Facendo seguito alla approvazione da parte della Giunta Regionale delle “Linee guida per la programmazione regionale nel settore forestale” (BURA del 29 febbraio 2008) inviate alla Sua commissione per il parere, siamo a richiedere una audizione al fine di proporre delle integrazioni migliorative del testo proposto.
Certi della Sua sensibilità e restando in attesa, cordiali saluti

Gasper Rino Talucci - Romeo Battistelli
Fedagri Confcooperative Abruzzo - Legacoop Abruzzo

Linee di indirizzo per la programmazione regionale nel settore forestale

Pubblichiamo la nota inviata da Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare a Marco Verticelli - Assessore Agricoltura, Foreste e Sviluppo rurale della Regione Abruzzo

Abbiamo letto sul BURA del 29 febbraio 2008 la pubblicazione delle “Linee guida per la programmazione regionale nel settore forestale” approvate dalla Giunta Regionale ed inviate alla 3^ commissione.
Da una prima lettura abbiamo rilevato, come in ogni cosa, aspetti positivi e alcune gravi lacune, soprattutto in tema di gestione ed associazionismo forestale, sul quale avremmo potuto portare un fattivo contributo in considerazione dell’esperienza e del peso sociale ed economico rappresentato dalle cooperative forestali e dall’associazionismo forestale nella nostra regione.
Peraltro, a nostro avviso, la mancata concertazione con le forze sociali fa apparire questo importante documento di progettazione settoriale un documento burocratico concepito in qualche segreta stanza e calato dall’alto sugli operatori del settore e sul territorio.
Inoltre ci permettiamo sottolineare come tale comportamento sia un po’ in contraddizione con quanto da te ripetutamente affermato dalla conferenza agraria in poi in merito alla opportunità di concertare le scelte della regione con le forze sociali.
Cordiali saluti

Gasper Rino Talucci - Romeo Battistelli
Fedagri Confcooperative Abruzzo - Legacoop Abruzzo

lunedì 26 novembre 2007

NOTA ALLA PROVINCIA DELL'AQUILA PER LA VERIFICA DEL PROTOCOLLO DEL 17 APRILE 2007

Pubblichiamo la nota che le centrali cooperative hanno inviato all'Assessore Michele Fina, recentemente eletto segretario Provinciale del Partito Democratico, e alla presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane per richiedere una verifica del Protocollo di intesa siglato il 17 aprile 2007.

Il 17 aprile 2007 ad Avezzano l’Assessore Michele Fina e queste centrali cooperative hanno stipulato un protocollo di intesa sullo sviluppo della occupazione nelle aree interne e la promozione della cooperazione agro-forestale.

Il protocollo prevede una serie di azioni da realizzare sul territorio utilizzando le professionalità e l’operatività delle cooperative agro-forestali.

Ad oggi il protocollo non appare attivato, nemmeno per quanto previsto dall’art. 4 che recita: “La Provincia dell’Aquila si impegna a inserire la modalità di affidamento prevista dalle suddette normative nei propri atti di approvazione dei progetti e ad impegnare in tal senso i propri uffici, impegnandoli ad utilizzare tali normative”. E’ importante quindi conoscere le iniziative attivate da codesta Amministrazione per l’attivazione di tale accordo.
E’ inoltre auspicabile attuare una verifica generale della applicazione del protocollo, come peraltro previsto dall’art. 9, in modo da non vanificare l’importante impegno politico assunto con la stipula del protocollo stesso.

Restando in attesa, distinti saluti

lunedì 17 settembre 2007

IN ABRUZZO L'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE COOPERATIVE FORESTALI

LA NUOVA POLITICA DI SVILUPPO RURALE: OPPORTUNITA’ PER LA GESTIONE SOSTENIBILE E LA MULTIFUNZIONALITA’ DELLE FORESTE ITALIANE E PER LA CRESCITA DELLA COOPERAZIONE
SABATO 13 ottobre 2007 – ORE 10,00
Sala Convegni Vivaio Forestale Regionale
“Fonte dell’Eremita” - ROCCARASO (AQ)
PROGRAMMA

Ore 9,30 – Registrazione dei partecipanti

Presiede: Rosaria NELLI – Presidente Confcooperative Abruzzo
Ore 10,00 - Inizio dei lavori - Saluti delle autorità

Armando CIPRIANI - Sindaco di Roccaraso
Davide DE LAURENTIIS – Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato
Domenico MASTROGIOVANNI – Presidente GAL Abruzzo Italico Alto Sangro
Donantonio DE FALCIS – Direttore ARSSA
Giovanni MEUTI – Coordinatore dei Consorzi Forestali d’Abruzzo
Teodoro BOLOGNINI – Responsabile Nazionale Settore Forestazione Legacoop
ore 11,00 - Relazione

Gasper Rino TALUCCI – Presidente Nazionale Settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri-Confcooperative

ore 11,30 - Interventi programmati

Davide Pettenella – Facoltà di Agraria dell’Università di Padova
Giuseppe Blasi – Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Gianluca Carrabs - Assessore ai Territori montani e alle Politiche per la Montagna della Regione Marche

Marco Verticelli - Assessore Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo

ore 12,30 - Dibattito

ore 13,30 - Conclusioni:

Paolo Bruni – Presidente Fedagri – Confcooperative

Buffet con prodotti tipici della cooperazione agricola abruzzese
L'INVITO UFFICIALE